sabato 15 giugno 2013

chiare , fresche dolci acque.......e sotto il verminaio

La trasparenza obbligata sugli stipendi imposta dalla legge del’ex governo Monti ha avuto il “merito” di farci conoscere l’entità degli stipendi dei manager della SPA acquedotto Pugliese, controllata al 100% dalla Regione Puglia. Ne viene fuori che i dirigenti tra stipendi,premi di competenza più benefit (auto) riescono a percepire assegni annui di tutto rispetto , che veleggiano dai 159mila 678 del direttore generale ai 100mila dei vari direttori amministrativi.In buona sostanza i  32 manager di Aqp, tra paga base e premio di risultato costano alle casse della società 3,5 milioni di euro. 
Un quadro stridente non solo con la crisi, che devasta la gente comune, ma che sbeffeggia quanto promesso in merito a politiche economiche e ambientali usate come richiamo elettorale; alla fine i privilegi sono rimasti, la burocrazia elefantiaca non è stata sveltita minimamente , mettendo al palo i tanti progetti di depurazione, e tanto meno sono state messe in discussioni le responsabilità dei governi regionali. 
Come è ormai consuetudine  sul comune cittadino ricade il prezzo più alto non solo in termini di tariffe, praticamente raddoppiate, ma di cinico sfruttamento della buone fede delle persone soprattutto dopo la canzonatura del referendum che ha mantenuto l’acqua sotto il controllo delle amministrazioni locali con i prezzi in continua ascesa a causa della mancanza di soldi ….   Ma non ci sono solo gli stipendi elevati a farci riflettere,  anche altri dubbi avanzano sull’operato dell’ Aqp, vero monumento allo scandalo sin dai tempi dell’Enel, quando  metà del’acqua sottratta alla Basilicata a costo zero si perdeva a causa di una rete idrica colabrodo, sino all’inchiesta Dirty Water del maggio 2012. Quest’ultima ha, tra l'altro, messo in discussione il celebrato mare pugliese in particolare quello prospiciente la provincia Bat per via degli impianti di depurazione fortemente inquinanti,  tra cui quello di Molfetta, affidata all’Eurodepurazione s.p.a.e quello di Trani, il quale dopo una gestione a società privata è poi passata alla Pura Depurazione s.r.l..  Per questa vicenda  sono stati indagati anche il Dirigente del Servizio delle acque della Regione Puglia e, in via di identificazione, il rappresentante legale dell’Ato Puglia, i quali “pur a conoscenza delle condizioni precarie e gravemente critiche degli impianti hanno omesso ogni forma di controllo, né si sono avvalsi del potere di sollecitare la facoltà di revoca dei contratti di affidamento della conduzione degli impianti” (fonte  “Quotidiano 25 maggio 2012 “).
Le ultime notizie bomba riguardano le improvvise  dimissioni di Maselli, ex amministratore unico di Pugliasviluppo, successo il 15 novembre 2012 a Monteforte “licenziato” da Vendola per aver  espletato oltre 2000 gare per un importo di 1,5 miliardi di euro (Gazzetta del Mezzogiorno),  ma più che altro per aver stabilizzato il direttore generale dott.Bianco.

Il dott Maselli, che aveva il compito di mettere ordine tra gli scandali,i ritardi e la confusione imperante , si è concentrato in questi 7 mesi  su quello che si può definire il lato più  spinoso della questione acquedotto pugliese “i Depuratori”, gestiti dal 1 ottobre 2008 dalla società partecipata Pura Dep, che in questi anni si è avvalsa  di copiosi finanziamenti Regionali ed Europei, nonostante i quali   restano in piedi ancora le questioni relative agli 8 impianti che scaricano nel sottosuolo, che andrebbero spenti, e i sei casi di scarichi in mare. A questi dati si aggiungono quelli sulla percentuale di popolazione servita dal servizio di depurazione che in Puglia raggiunge il 60% facendoci precipitare al quartultimo posto e all’ultimo posto delle regioni del sud Italia. 
Se ne deduce che l’inquinamento dei nostri mari  non è solo stato prodotto dagli scarichi abusivi , ma anche dalle acque reflue non depurate con diretta responsabilità di chi ha l'onere di sorvegliare e gestire la rete di impianti. Un verminaio ancora inesploso che giustifica il retro front del dott. Maselli che,  in quanto Amministrazione Unico dell’Aqp, dopo essere stato già raggiunto da un avviso di garanzia per il depuratore di Gioia del Colle, potrebbe ritrovarsi a dover pagare per responsabilità non sue . Infatti, più della metà degli impianti  sono a rischio di non conformità con la legge. E questo, a parte le conseguenze sull’ambiente, comporta procedure di infrazione a Bruxelles e fascicoli penali. Senza parlare poi del danno di immagine della regione che avendo investito molto sul turismo si deve  confrontare con tatticismi e rimandi che ricadranno sul settore economico vacanziero.  A questo punto aspettiamo che Vendola, il quale  ha trattenuto per se' la delega alla tutela delle acque, si  attivi in prima persona e ci rassicuri anche in merito a sentenze civili e amministrative che hanno riconosciuto in favore di alcuni privati degli indennizzi da parte della Regione, proprio per la vicenda dei depuratori.
adeledentice

martedì 11 giugno 2013

L'hospitium Sancti Nicolai


L'hospitium Sancti Nicolai

Ospitava gratuitamente pellegrini  e i malati, quelli poveri, questo accadeva in una Bari “inospitale”  nel Medioevo, ora dopo svariati secoli e da un centinaio di anni a destinazione  scuola, si trasforma piano piano in una parte del museo che accoglierà l’altare restaurato di San Nicola (oltre 200.000 euro donati da un signore russo!) . Al Fortino, il sindaco di Bari circondato dai noti volti  della elegante sinistra moderata cittadina, dall’immancabile codazzo della stampa ufficiale, assessori, amici e compiacenti oppositori ha aperto un dibattito sulla questione San Nicola ovviamente senza nessun cittadino comune barese, a cui sembra che dell’altare di San Nicola non importi nulla, ma si sa il cittadino barese per eccellenza  è tendenzialmente incolto e amante del buon cibo, quindi spesso rimane insensibile alle grandi manifestazioni culturali e all’ipotesi di un eventuale prestigioso museo nicolaiano al posto di una decadente, abbandonata e ricca di topi ( a detta del direttore del museo nicolaiano), oltre che inefficace, scuoletta di periferia nel centro della città storica (secondo Il sindaco). Ovviamente, le previste  timide rivalse di qualche maestra della Piccinni  accompagnate dai  soliti parolai di turno che col cuore in mano decantano la bontà e l’allegria e l’ingenuità dei bimbi barivecchiani, ormai specie rara e ricercata dal momento che gli originari o sono morti o stanno trascorrendo  vacanze obbligate in qualche casa circondariale oppure si sono dispersi nelle numerosissime periferie anonime di questa accogliente città. Promesse e garanzie di cultura, che è l’anima… del “commercio”, poiché la storia come la cultura ha valore se vi è una ricaduta in termini economici o di credenziali politiche, se no a che serve e sotto  la lente d’ingrandimento  e senza ironia riappaiono  le affermazioni del 22 novembre 2004, quando il neo eletto sindaco affermò durante il Consiglio Comunale che “bisognerà aprire spazia chi fa cultura e arte , valorizzando il patrimonio culturale locale nella sua storica molteplicità , valorizzando grandi complessi esistenti attraverso la regolare organizzazione in essi di iniziative culturali di primo rilievo “
Ingenuamente pensammo a contenitori come i teatri, sbagliammo poiché evidentemente ci si riferiva ad altri contenitori come appunto la scuola inservibile, con l’unica eccezione del più grande fallimento della politica degli ultimi anni il Petruzzelli e la sua Fondazione lirico-sinfonica, commissariata dopo l’addio del sindaco Michele Emiliano per lo scandalo assunzioni e buco di bilancio (2 milioni di euro di perdite nel 2011, poi 63mila euro di attivo nel preconsuntivo 2012), chepur di incassare soldi, ha aperto le porte a tutti, da Baglioni al Congresso nazionale degli avvocati. Certo se la vita culturale di una città si misura dai teatri e dalla conoscenza,noi baresi siamo messi proprio male! il  Margherita in stand-by per lo scontro tra Comune e Regione sul suo destino (un centro per l’arte per il primo, “solo” teatro per il secondo); il Kursaal Santa Lucia, dopo essere stato bloccato dal 2007 dal susseguirsi di  ricorsi ,  la Regione che l’ha preso sottocosto a poco più di 2 milioni (diritto di prelazione, ma 4,5 euro in meno dell’offerta di Stefano Zorzi). Poi c’è il teatro più antico prestigioso Piccinni chiuso per restauro fino al 2015, la casa editrice  Laterza che,  dopo  117 anni  di prestigiosa attività, ha dovuto  cedere l’ingresso principale della libreria,  aperto nel 1963 su via Sparano, il cuore della città, a Prada.  Senza poi parlare del declassamento operato dagli scandali universitari da “parentopoli” nella facoltà di Economia feudo delle famiglie Massari, Tatarano e Girone; ai test d’ingresso truccati a Medicina con 3 condanne e 33 patteggiamenti, sino alla docente di Scienze delle finanze e promotrice finanziaria che è scappata con quasi 20 milioni di euro in tasca e, per i pm baresi, li avrebbe raccolti tra clienti-risparmiatori per investirli su titoli falsi, ma queste sono altri fatti,  per fortuna c’è l’altare gigantesco di San Nicola a proteggerci un enorme mausoleo alto 4 metri e largo e lungo altrettanto, che non è un’opera di maquillage superficiale e distruttivo ma “un presupposto di equità sociale, una potenzialità di scambio culturale e di sviluppo economico”; già,… ma per chi?

mercoledì 29 maggio 2013

Da dove viene la tanta energia che serve a garantirci l’effimero  nostro benessere  se non dai tanti Tubi , detti gasdotti,che  collegano l'Italia alle forniture che vengono da varie parti dell’Europa e dell’Africa,( per esempio dalla Norvegia e dall’Olanda con la  Tenp (Trans Europa Naturgas Pipeline), di cui l’ Eni detiene il 49%, il gasdotto Galsi in Sardegna , che sulla carta  potrebbe portare fino a 10 miliardi di metri cubi di gas l’anno dall’Algeria all’Italia passando attraverso l’isola  fino al Piombino, in Toscana e vede coinvolte l’ algerina Sonatrach (41,6%), Edison (20,8%), Enel (15,6%), di Hera (10,4%) e la finanziaria regionale Sfirs (11,6%)). L’ultimo progetto, chiama in causa la Puglia che verrebbe collegata al Caucaso: si tratta del  Trans Adriatic Pipeline (TAP). Il 24 maggio 2013 è stata ratificata l’intesa tra il neogoverno italiano (Letta) la Grecia e l’Albania, la ratifica che dovrà passare attraverso il Parlamento, prevede un sostanziale accordo già raggiunto a settembre 2012 (27 settembre) . Questo accordo contempla un programma per la realizzazione di  un metanodotto che dal Caucaso raggiunge la Puglia precisamente in località San Foca (Otranto !) sul progetto Trans Adriatic Pipeline (TAP) che prevede un tracciato di 100 Km per la costruzione di un gasdotto transadriatico. Il gasdotto collegherà la Grecia alle coste meridionali dell’Italia passando attraverso l’Albania e il mar Adriatico permettendo così al gas proveniente dalla regione del mar Caspio di raggiungere direttamente i mercati europei, a discapito della autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (la Germania per esempio sta puntando sull’energia rinnovabile entro il 2050 al 100%.) La VIA (valutazione d’impatto ambientale della Regione Puglia) ha espresso parere negativo , non perché rigettabile, ma perché sono poco chiari i dettagli e le implicazioni ambientali, ma contro ogni opposizione gioca comunque l’avallo della Commissione Europea  che classifica la  TAP come opera strategica il che velocizzerà, sicuramente, le procedure attuative. la  Tap fa parte dei progetti infrastrutturali in campo energetico ritenuti prioritari dall'Unione Europea ed è inserito fra i progetti cofinanziabili dall'Unione Europea tramite il programma Reti Trans-Europee dell'Energia , per cui la  Commissione europea ha già formalmente approvato deroghe alle tariffe così come l'esenzione dalla separazione della proprietà per 25 anni. “La decisione - secondo una nota del Consorzio Tap - assicurerà al futuro gasdotto la possibilità di esportare gas dall'Azerbaijan all'Europa per almeno 25 anni.”. A patto che siano soddisfatte tutte le condizioni previste, l'Unione europea può garantire deroghe al tradizionale quadro normativo. «Siamo grati alla Commissione europea per la rapida implementazione di questa esenzione - ha dichiarato Kjetil Tungland, managing director della Tap 

Inoltre  sarà proprio il gasdotto Tap, una delle principali priorita' della prossima presidenza di turno dell'Iniziativa adriatico-ionica (Iai), che dal primo giugno passera' dalla Slovenia all'Albania. ''La strategia aumentera' la visibilita' della regione e la cooperazione fra i nostri Paesi, prioritaria per l'integrazione con l'Ue'' ha detto il vice ministro degli esteri albanese Edit Harxhi.
L'infrastruttura, progettata per trasportare gas di provenienza azera dal confine tra Turchia e Grecia fino all'Italia Meridionale, ad oggi è posseduta dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia elvetica EGL e dalla tedesca E.On, ma c’è una manifestazione di sostegno economico alla TAP anche dalla britannica British Petroleum, dall'azera SOCAR, e dalla greca DEPA che va di pari passo con il progetto varato dal Governo greco mirante alla privatizzazione della compagnia nazionale, alla quale hanno già espresso il loro interesse la SOCAR e il colosso italiano ENI. I mega colossi coinvolti nel progetto hanno promesso garanzie in merito all’impatto ambientale onde controbattere i residuali dubbi del VIA e della Regione Puglia ,  giudicati legittimi sulla base di un vecchio “progetto”, solo che, da quanto afferma l’assessore Nicastro, ancora non si conoscono le variazioni,  l’unica notizia trapelata riguarda l’interramento  del gasdotto a circa un chilometro da San Foca

sabato 25 maggio 2013

Vecchi Vizi e Pubbliche Virtù (I Parte)

 VECCHI VIZI E PUBBLICHE VIRTU’ (I parte)

Per l'amore dei nostri figli le energie rinnovabili sono importanti è un business che può vivere per sempre. Sembra un insegnamento salvifico-ambientalista, invece a parlare è un imprenditore indagato dalla procura anti-mafia di Palermo che dialoga con  il boss Vincenzo Funari. Una visione missionaria che tutela gli imprenditori del settore  e il megagiro d’affari, decisamente superiore a quello della droga (ex ministro Clini), e privilegi  connessi, che in questa fase di profonda crisi, non solo non sono stati azzerati ma addirittura sono stati rimpolpati da altri incentivi sino a tutto il 2015 per una durata di 15/20 anni, si parla di un giro di affari di 80 miliardi di euro stanziati dallo Stato  a cui difficilmente faccendieri e imprenditori sapranno rinunciare; sono guadagni sicuri per due decenni senza rischio d’impresa, poiché l’energia è un bene indispensabile e le rinnovabili non hanno nemmeno costi di materie prime. Inoltre essendo queste energie pulite gli imprenditori godono, in molti casi,  anche della benevolenza delle grandi associazioni ambientaliste
Pur senza voler generalizzare ma Dove c’è denaro c’è malavita diceva il pentito della Sacra Corona Unita  brindisina, Ercole Penna , che incastrò il noto imprenditore Tagliente importante informatore dei malavitosi in merito agli appalti locali legati alle rinnovabili; grazie anche alle sue dichiarazioni fu ulteriormente chiarito ciò che noi avevamo intuito in merito ai meccanismi di infiltrazione  della malavita organizzata pugliese  nel tessuto connettivo delle amministrazioni territoriali, in particolare  nel settore eolico e quello del fotovoltaico, il cui  promotore   fu Andrea Bruno che, nel 2005 a Torre Santa Susanna, investi per un vasto parco eolico, poi, da quel 2005 la Puglia divenne la prima regione d’Italia come numero d’impianti eolici e fotovoltaici!! Si tratta ovviamente di eolico industriale e di impianti di grandi dimensioni (…non si é dato nessun sostegno concreto invece ai piccoli impianti per abitazioni e piccole imprese) quelli che realizzati da grandi imprese, hanno saputo giovarsi dei lauti contributi messi a disposizione dal nostro paese che sono i più alti d’Europa (e che gravano sui noi contribuenti).In Italia poi c’è il paradosso dell’eolico che a rigor di logica   è  poco appetibile e remunerativo considerata la scarsa ventosità della sua superficie territoriale,  nonostante ciò, e a dispetto della bassa potenzialità eolica, l’Italia ha visto una forte crescita di impianti. A fine 2011 era al terzo posto in Europa. In particolare, tra 2005 e 2011, la capacità di generare energia dal vento è crescita del 32% l’anno contro il 21% del resto d’Europa gli incentivi e l’entusiasmo per la green economy (Università Cattolica e centro Transcrime di Milano (Stefano Caneppele, Michele Riccardi e Priscilla Standridge 2011) hanno finito con l’aprire le porte alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo studio ha analizzato 15 inchieste delle Procure condotte sul binomio criminalità-business energetico, da Avellino a Catanzaro da Trapani a Foggia ed  emerge la capacità di camorra, ‘ndrangheta & c. di entrare in questo mondo, attraverso vari passaggile procedure di autorizzazione, la raccolta di fondi (anche dalle banche), la realizzazione e il controllo degli impianti. Inoltre l’assenza di regole chiare nel campo dei wind farm ha garantito larga discrezionalità ai pubblici ufficiali locali. Solo nella zona del nord della Puglia assistiamo alla selva di oltre 1600 pale eoliche tra Sant'Agata, Accadia, Troia, Foggia, Lucera, Melpignano. Nel 2013 comunque si è passati al sistema delle aste nell’assegnazione degli incentivi indetta dal GSE, che metteva a disposizione 500 MW ma di offerte ne sono arrivate solo per 442 MW e solo per 3 regioni del Sud tra cui la Puglia che supera tuttte con 181MW come si evince dalla tabella stralciata dal sito della GSE
Società
Regione
Provincia
Comune
Potenza di picco
EDP RENEWABLES ITALIA SRL
PUGLIA
TARANTO
LATERZA
14
EDP RENEWABLES ITALIA SRL
PUGLIA
TARANTO
CASTELLANETA
16
GAMESA ENERGIA ITALIA SPA
CALABRIA
COSENZA
MONGRASSANO
16
ELETTRO SANNIO WIND 2 SRL
CALABRIA
CATANZARO
TORRE DI RUGGIERO
10
EDP RENEWABLES ITALIA SRL
BASILICATA
POTENZA
BANZI
10
C&C OPPIDO LUCANO SRL
BASILICATA
POTENZA
OPPIDO LUCANO
20
LATERZA WIND 2 SRL
PUGLIA
TARANTO
LATERZA
12,3
PONTE ALBANITO SRL
PUGLIA
FOGGIA
FOGGIA
27,2
BREATHE ENERGIA IN MOVIMENTO S.R.L.
BASILICATA
POTENZA
MELFI
51
EVENTO CIRO' SRL
CALABRIA
CROTONE
CIRO'
30
ALFA WIND SRL
BASILICATA
POTENZA
MELFI
30
ANDALI ENERGIA
CALABRIA
CATANZARO
ANDALI
36
EOLSIPONTO SRL
PUGLIA
FOGGIA
MANFREDONIA
17,5
FRIEL SAN CANIO SRL
BASILICATA
MATERA
GORGOGLIONE
24
NUOVA ENERGIA SRL
PUGLIA
BARI
GRAVINA IN PUGLIA
72
ENEL GREEN POWER SPA
PUGLIA
BRINDISI
SAN VITO DEI NORMANNI
12
SAVA ENERGIA SRL
PUGLIA
TARANTO
SAVA
10
ERG EOLICA BASILICATA S.R.L.
BASILICATA
POTENZA
PALAZZO SAN GERVASIO
34

 I parte

mercoledì 22 maggio 2013

l'ultimo respiro: ovvero la crisi irreversibile del sistema formativo

crisi irreversibile del sistema formativo

 Si parla di boccata d’ossigeno per la scuola rispetto alla notizia di pochi giorni fa la quale  annunciava che la commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento che cancella i tagli previsti per un totale di 75 milioni di euro da operare in due anni: il 2014 e il 2015,  più che ossigeno  direi l’ultimo respiro del morente, la scuola è e continua ad essere la maschera del mercato, lo certifica  il decreto non abolito n.72 dell’8 marzo del 2013 che di fatto ha consegnato all’Invalsi il sistema di valutazione e autovalutazione della scuola pubblica, che viene  controllata quindi da nuclei esterni. Questi nuclei, esterni e misteriosi è bene ribadirlo, saranno incaricati di intervenire direttamente sui percorsi di miglioramento dell’apprendimento e sul funzionamento delle scuole. Viene, con questo atto,  persino indebolita la pur discutibilissima  legge del 15 marzo 1997 n. 59 (autonomia scolastica)- Capo IV-Art. 21 comma 9 in cui si afferma che "L'autonomia didattica è finalizzata al perseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie e del diritto ad apprendere
Va sottolineato inoltre che con l’ approvazione del decreto abbiamo assistito a un vero  ricatto infatti la scuola italiana, se non ci fosse stata la ratifica,  “non avrebbe più avuto accesso ai fondi europei”, come da impegni assunti nel 2011 dall’Italia con l’Unione europea, in vista della programmazione dei fondi strutturali 2014/2020
,  per consolarci  del colpo mortale inferto  alla libertà di insegnamento ecco sopraggiungere il contentino del nuovo governo Letta  dei 75 milioni distribuiti in due anni, meno di briciole.
L’aspetto più velenoso di questo definitivo ultimo attacco alla scuola lo verificheremo sulla nostra pelle, a settembre, quando personale amministrativo, docenti e dirigenti scolastici dovranno render conto del loro operato a un'agenzia esterna (che ha già dato pessima prova) e a genitori trasformati in acquirenti del "prodotto scuola" immesso sul "mercato".
Il decreto, infatti,  obbliga alla pubblica rendicontazione sociale delle istituzioni scolastiche, che sarà effettuata da un’ agenzia esterna i cui risultati non potranno essere messi in discussione, per cui il ministero, giunto il momento delle iscrizioni, renderà pubblico il presunto valore delle istituzioni scolastiche, in modo che “la diffusione dei risultati raggiunti, attraverso indicatori e dati comparabili”, consenta alle famiglie di scegliere le scuole migliori.
E quali saranno le scuole migliori? Secondo i criteri Invalsi quelle che meglio delle altre avranno risposto all'imposizione di test standardizzati che valutano il "merito" a scapito del tempo dedicato alla formazione di coscienze critiche alla fine c’è da chiedersi cosa si vuole realmente misurare realmente con l’Invalsi? Com' è possibile quantificare il livello d’apprendimento di un bambino solo per alcune materie e altre no? Perché fare solo domande chiuse che non permettono allo studente di esprimere la sua capacità di rielaborazione personale, di riflessione, di interpretazione?

mercoledì 8 maggio 2013

scie chimiche



SCIE CHIMICHE
Ho deciso di scrivere questo articolo perchè ho notato che poche persone sono a conoscenza del fatto che gli Stati Uniti e l’Italia hanno organizzato un Convegno Bilaterale sulla Ricerca Congiunta sui cambiamenti climatici a Roma, il 22-23 Gennaio 2002, in seguito all’impegno del Presidente George W. Bush e del Primo Ministro Silvio Berlusconi di intraprendere ricerche sui cambiamenti climatici in collaborazione.Gli studi prevedono molti obiettivi,tra cui,osservazioni in situ di aereosol,esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri,sviluppo di scenari sanitari futuri.
 Prima osservazione:subito dopo questo accordo molti cittadini italiani hanno riferito di aver notato aerei bianchi senza livrea di riconoscimento volare a bassa quota su centri abitati,compiere rotte in formazione quasi ogni giorno e di essere irrorati con un ”aerosol”.
Seconda osservazione:per quanto riguarda la scia bianca rilasciata dagli aerei,e’ bene sapere che la scia di condensazione del vapore acqueo si crea solo in particolari condizioni fisiche ed atmosferiche ben precise,ovvero,come precisa la N.A.S.A., si creano solo ad una altitudine non inferiore agli 8000 metri alle latitudini italiane e ad una temperatura  inferiore a -40 gradi centigradi e ad almeno  70 % di umidità relativa e dopo circa 30 secondi scompare ,anche se vedere scomparire presto la scia non vuol dire che  sia una scia di condensa.
Terza osservazione: se l’aerovia civile si trova a 8000 metri,è larga 6 km e alta 300 metri,come mai si trovano a bassa quota,spesso anche ogni cinque minuti,sopra le nostre teste pur essendo espressamente vietato dalle norme I.C.A.O.?Godono di poteri speciali?Poteri per fare che cosa?

Quarta osservazione:come mai le reti televisive nazionali parlano sempre di Ruby e dei festini di Berlusconi,ma non hanno mai fatto alcun cenno neanche per sbaglio a questo accordo che poi,dopo tutto,stando a quanto dichiara il documento,lo fanno per il nostro bene?Hanno qualcosa da nascondere?
Quinta osservazione:dal 2003,ovvero dall’anno in cui si sono avvistate la prime scie chimiche in Italia,l’aspettativa di vita degli italiani e’scesa rapidamente come dimostra la ricerca epidemiologica del 30 marzo 2011 condotta dalla Dottoressa Patrizia Gentilini,medico oncologo ed ematologo,presidente ISDE (Forlì).
Sesta osservazione:ad una cittadina preoccupata per tutte queste scie bianche che vede nei nostri cieli il Napolitano risponde dicendo che queste sono “materie regolamentate da specifiche norme di legge”.A quali norme si riferisce?Al segreto di Stato?
Settima osservazione:il vice capo di gabinetto di Stato Maggiore dell’aeronautica militare italiana gen.B.A. Luca Goretti ad un comitato di cittadini risponde così:”Per quanto precede e tenuto conto degli elementi in possesso si ritiene verosimile affermare che gli episodi sopra descritti non siano attribuibili a velivoli dell’Amministrazione della Difesa.”
Quindi che cosa ci lascia intendere?Che si tratta di velivoli stranieri?
Ottava osservazione:la dottoressa Michela De Petris nutrizionista di Milano operativa al San Raffaele,ha testualmente affermato:”Tutti i miei pazienti che hanno fatto l’analisi del capello (mineralogramma) - assolutamente tutti – hanno un eccesso fuori dai parametri di norma di alluminio,bario e stronzio”.
Nona osservazione:molti cittadini riferiscono di aver effettuato analisi chimiche su campioni di acqua piovana,terreno ed aria subito dopo i periodi di maggior passaggio di questi aerei rilevando presenza di alluminio,ferro,torio,bario,stronzio,silice,cristalli di quarzo,carbonato di calcio e batteri geneticamente modificati come lo Pseudomonas Syringae e l’eschiericacoli,usati,questi ultimi due, probabilmente come nuclei di condensazione per solidificare l’acqua sopra lo zero gradi centigradi.
Considerata la poca chiarezza delle “dichiarazioni” rilasciate dalle autorià competenti,ovvero il Napolitano e il generale B.A. Luca Goretti, e ritenendo che gli episodi sopra esposti siano alquanto inquietanti,il Movimento di Liberazione “Per il Bene Comune” Bari
e l’Associazione “in Cammino” – O.n.l.u.s. ritengono necessario ottenere assolute certezze in merito a tale questione.
Marcello Celestri
Referente per la provincia di Bari del Movimento di Liberazione “Per il Bene Comune”
Vicepresidente Associazione “In Cammino” – O.N.L.U.S.

giovedì 25 aprile 2013

Democrazia del Pubblico o dei dominati?


Una rappresentanza, quella della nostra politica,  che da venti anni è stata delegittimata grazie al sistema parlamentare porcellum; ma non solo,  credo fortemente che l’origine sia più da ricercare nella trasformazione dei partiti che si sono configurati da tempo come  centri oligarchici slegati da ogni realtà territoriale, sciogliendo quei gradi intermedi ( considerando anche  le associazioni , movimenti di opinione ecc,)  che avrebbero dovuto tutelare ogni deriva dispotica. Nella sua prima formulazione il governo rappresentativo  coincideva  con i partiti di massa fortemente ancorati a blocchi ideologici e in stretto contatto con la base, che direzionava le scelte politiche e le strategie. Un breve periodo, poi si è ceduto alle scelte elitarie
scollegandosi definitivamente dai bisogni del mondo reale che con la crisi ha determinato spinte di dissenso e  il desiderio di “contare” del popolo ormai  espulso dai processi decisionali. Prima o poi l’ esplosione sarebbe avvenuta che sia stato il M5 stelle a cavalcare l’opposizione o altro certo è che si corre  il pericolo di ridursi ad essere una calamita attrattiva degli scontenti facilmente demonizzabile dai media di sistema.

La decadenza della democrazie e dei partiti di massa, ormai centri di potere legati ai grandi poteri finanziari e alle mafie  locali come basi elettorali, ha prodotto  in politica la strategia del marketing (slogan facilmente decodificabili che anticipano i desideri e direzionano la volontà), i monologhi berlusconiani sono stati ben presto superati dalla condivisione reticolare delle informazioni , dalla partecipazione al processo di creazione e trasmissione  del pensiero  con l’effetto immediato  di creare un contatto diretto tra il singolo ed il leader, indebolendo il peso specifico  delle identità collettive, in tal modo  l’eletto diventa un “fiduciario” dei singoli, non più un delegato, rappresentante di una linea politica specifica e definibile. E’ vero che si è venuto affermando un modello di mobilitazione più “calda”,ma  è altrettanto  vero che ci troviamo di fronte ad un elettorato fluido e tendenzialmente infedele che risponde più al tipo di “offerta” momentanea legata all’immagine dei singoli che a una ricompattazione intorno ad un nucleo identificativo politico e sociale. Il pericolo è  l’incremento dell’atomizzazione sociale, che compromette ogni forma di rivendicazione, e la più infida  nascita di  una nuova forma di élite politica, che sa scegliere  le differenze e le divisioni più efficaci e vantaggiose per se stessa, insomma ancora una volta una pseudo democrazia

Sembra sbriciolarsi ogni ipotesi ideale  di attivazione della democrazia, soprattutto nella pratica delle elezioni, già  nell’antica Atene di  Aristotele o per  Rousseau e Montesquieu il sistema di rappresentanza è ben lontano da essere uno strumento democratico,molte più garanzie le offre l’estrazione a sorte che garantisce l’effettiva uguaglianza tra i candidati, affidare alla casualità ciò che un qualsiasi sistema di voto rappresenta un rischio